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Mi chiamo Alessandro, ho 27 anni e vivo a Cagliari. Sto studiando per diplomarmi: frequento un Istituto serale e sto mettendo le basi per il mio futuro: una possibilità che ho avuto grazie alla stomia. Sono alla ricerca di un lavoro e vivo molto serenamente. Sono una persona molto attiva: mi piace esplorare, visitare nuovi posti, stare in mezzo alla gente e socializzare.
Perché ha dovuto affrontare l’intervento?
A causa della rettocolite ulcerosa, diagnosticata nel 2020. Dopo varie terapie farmacologiche, che purtroppo non hanno sortito gli effetti sperati, nel 2023 ho dovuto affrontare l’intervento per il confezionamento di una ileostomia.
Come è venuto a conoscenza del servizio Convatec me+? Che supporto ha ricevuto?
Me ne hanno parlato i miei stomaterapisti. Il servizio Convatec me+ mi ha supportato con l’invio di campioni.
C’è qualcuno che desidera ringraziare?
I miei stomaterapisti Giovanni Sarritzu e Danila Davì del Policlinico di Cagliari. Sono stati sempre al mio fianco, qualsiasi cosa avessi bisogno. Sono il mio punto di riferimento. Poi, ovviamente, i miei genitori, che non mi hanno mai fatto mancare il loro supporto: per me sono essenziali. Vorrei poi ringraziare i miei amici, che ci sono sempre e che comprendono benissimo la situazione che vivo, senza mai farmi mancare il loro supporto morale. Vorrei ringraziare la mia ragazza, che accetta la mia condizione e mi aiuta a viverla con leggerezza. È una persona straordinaria, che riesce a guardare oltre la stomia: la dimostrazione che quando una persona ti vuole bene, è al tuo fianco, qualsiasi cosa succeda.
Cosa vuole dire a chi vive la sua stessa esperienza?
Di continuare a vivere tranquillamente. La stomia è una parte di noi che ci ricorda che abbiamo passato un momento difficile. Non deve essere vissuta in maniera negativa, anzi: è un segno che indica la nostra forza, la nostra capacità di accettare quello che ci è accaduto e di averlo affrontato, come dei guerrieri. Penso che chi vive con una stomia non debba né nascondersi né vergognarsi. Al contrario, bisogna parlarne e sensibilizzare sulla nostra condizione, anche scherzandoci su. Quando racconto di essere stomizzato, le persone esprimono il loro dispiacere, ma io dico sempre che la stomia mi ha aiutato a vivere meglio.
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