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Io non sono la mia stomia – La storia di Lorenzo
Mi chiamo Grazia, sono la moglie di Lorenzo, che ha dovuto affrontare l’intervento per il confezionamento di una stomia a causa di un tumore al colon. Siamo una famiglia normale: ci siamo conosciuti che eravamo piccoli e abbiamo affrontato sempre tutto insieme. Ovviamente, la stomia non poteva fare eccezione. Dal momento della diagnosi fino alla lunga riabilitazione siamo stati sempre uno a fianco dell’altra: ci sono stati dei momenti in cui ero così coinvolta che mi sembrava di averla anch’io!
Quando abbiamo saputo della malattia, è stato un fulmine a ciel sereno. All’inizio non è stato semplice, anche perché il primo intervento non è andato bene: Lorenzo ha dovuto affrontare 3 operazioni in 20 giorni. Io e mia figlia eravamo molto preoccupate; lui, per fortuna, non aveva capito la gravità della situazione e questo forse lo ha aiutato ad essere sempre positivo, anche quando era in ospedale.
La strada verso la riabilitazione è stata lunga; io ho capito da subito che l’avrei dovuto lasciare i suoi tempi e i suoi spazi. All’inizio mi occupavo io della gestione della stomia (non voleva nemmeno guardarla!), nonostante tutti mi dicessero che dovevo spronarlo a fare le cose in autonomia sin da subito. Io, invece, lo conosco bene: ci sono voluti tempo, pazienza e forza di volontà e alla fine Lorenzo ha ripreso in mano la sua vita. Siamo tranquilli e autonomi, come siamo sempre stati.
Ci sono stati momenti di sconforto, assolutamente comprensibili: la stomia ha un impatto forte, immaginate trovarvi a 66 anni con una diagnosi di tumore e una sacca sulla pancia. Quello che io dico sempre è che sì, poteva andare meglio, ma la cosa importante è che mio marito sia ancora vivo, qui con me. Adesso la prossima sfida sarà tornare al mare: piace tanto ad entrambi e troveremo il modo per godercelo, senza preoccuparci dello sguardo degli altri.
In questo percorso vogliamo ringraziare la nostra famiglia e gli amici. L’amicizia è importante: abbiamo tutti bisogno di qualcuno che ci sia vicino. Devo dire che questa esperienza ha rivelato anche la verità d alcuni rapporti: alcune persone ci hanno deluso, sono “sparite”; altre, al contrario ci hanno sorpreso e ci sono state accanto.
Un grazie anche a tutti i medici e gli infermieri dell’Ospedale Civile di Pinerolo: degli angeli che tutt’ora andiamo con piacere a trovare, ci sembra di essere in famiglia; e la stomaterapista dell’Ospedale di Saluzzo che ci segue, sempre cortese e disponibile. Un’infermiera che vive il suo lavoro non come un mestiere, ma come una missione. Infine, un ringraziamento al servizio Convatec me+ che ci ha supportato con l’invio di campioni gratuiti.
A chi vive la nostra stessa esperienza diciamo che ci vuole pazienza, forza di volontà e una buona dose di ironia. La vita è bella e va vissuta bene anche con la stomia. Può capitare a chiunque di dover affrontare questo intervento e bisogna avere la forza di reagire. Bisogna vivere con serenità giorno per giorno. Se questa nostra storia può aiutare anche solo una persona, vale la pena raccontarla.
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